mercoledì 11 settembre 2019

Tutti i primi trambusti nel governo M5s-Pd (mentre De Benedetti bistratta Conte e denuncia le pressioni di Berlino, Francoforte, Vaticano e Usa)

Più che da un cambio di maggioranza, col Pd e Leu al posto dei leghisti, nella presentazione del suo secondo governo al Parlamento Giuseppe Conte è sembrato reduce da un corso accelerato e ben riuscito di oratoria. Con pause sconosciute nella sua prima esperienza di presidente del Consiglio egli ha saputo raccogliere e rilanciare tutte, ma proprio tutte le occasioni di polemica e di scontro con gli ex alleati esasperandone le reazioni sin quasi alla rissa.



La sua ossessione è apparsa quella di dimostrare all’aula di Montecitorio, e al pubblico che lo seguiva per televisione da casa, che davvero era finito l’anno e più di governo gialloverde e che le “poltrone imbullonate” rinfacciategli dai leghisti nella stessa aula e in piazza, davanti alla Camera, erano quelle cui essi ambivano chiedendo le elezioni anticipate per capitalizzare il successo conseguito nelle votazioni europee del 26 maggio scorso.

E’ un ragionamento, questo, che ha mandato in visibilio la sinistra perché riflette l’antisalvinismo impostole dai “pieni poteri” imprudentemente reclamati, a dire il vero, dall’ex ministro dell’Interno nel chiedere appunto le elezioni anticipate. Segue: https://www.startmag.it/

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